Imprenditoria evolutiva – blog di Eros Franco

Compliance, cultura aziendale e automazione, visti da chi fa impresa

Blog

  • Ripartenza

    Da sette anni non aggiorno il blog, perché dovrei farlo ora?

    Forse perché lo schiaffo vero è arrivato, quello scolpito, che si fa carne.

    Quello che ti coglie solo, che ti piega, che perdi peso, che somatizzi.

    Che ti dicono sei gobbo, sembri tuo padre.

    Ma mio padre era dritto, aveva trent’anni in più, portati bene.

    Passate ne ha passate, ma non da solo.

    Sì, quando è naufragio perdi interesse, ma apri porte.

    Non ti preoccupi, nulla più che sembri scomodo o che faccia paura.

    E scegli, ciò che senti giusto, ciò che senti vero.

    Scegli disciplina, che dona libero arbitrio, non più altri a scegliere.

    Chiunque essi siano, fossero solo le tue abitudini.

    Ho scelto un progetto, che mi piace fare, che ti fa uscire prima dal lavoro.

    È pensato per te, che passi domeniche nel tuo studio.

    Ti dissero: è il primo periodo, poi sceglierai i clienti, i dipendenti, per te solo consulenza.

    È andata così? Dimmelo tu.

    Il libero arbitrio non è per tutti, è una conquista che raggiungi poco a poco, con stupore.

  • Scrivi il tuo curriculum vitae come lo scriverebbe un imprenditore

    Non è mia intenzione avviarti a un lavoro dipendente, il mio intento è quello di diffondere in Italia una sana cultura di impresa, perché ritengo sia l’unico modo per salvare la nostra economia e migliorare il tessuto sociale. Non ti spingerò quindi a rinunciare ai tuoi progetti vendendo il tuo tempo in cambio di denaro, potresti però aver bisogno di un’occupazione per imparare un mestiere e finanziare il tuo sogno finché questo non sarà realizzato.

    Tra le centinaia di curricula che ho vagliato, non ne ho ancora letto uno che mi abbia sinceramente colpito; cerchiamo di capire perché.
    Quando cerchi lavoro stai vendendo il tuo tempo al pari di una merce, per cui tutto si gioca sul fatto che quella merce devi saperla vendere. Hai bisogno di saper fare qualcosa di utile per qualcuno e glielo devi comunicare in maniera adeguata.

    Tu gli proponi qualcosa di utile e lui è disposto a pagarti, né più, né meno.

    Sembra facile, vero? Vediamo se è davvero così.
    NE’ PIU’ significa che a chi legge non interessa se ami fare jogging o raccogliere cani randagi: con ogni probabilità sta cercando una persona che risolva un suo problema, non un compagno per il barbecue.
    “Ne più” significa anche che è ininfluente per chi legge l’opinione che hai di te stesso, perché non hai prove né testimonianze. Se ti definisci espansivo e propenso a lavorare in squadra, pensi forse che qualcun altro possa aver scritto “sono musone e oppositivo”?
    NE’ MENO significa che tu proponi una soluzione a un suo problema, senza pretendere che il suo problema si adatti ai più svariati mestieri che puoi aver praticato. Otto pagine di lavori occasionali non sono una referenza, semmai la prova che non hai saputo mantenere un posto di lavoro per un tempo ragionevole.
    Passiamo ora ad alcuni suggerimenti pratici:

    1 Per prima cosa informati per sapere se l’azienda è sana. Se ne hai la competenza consulta i bilanci aziendali, che sono pubblici e reperibili on-line. Sarà importante per te ricevere lo stipendio tutti i mesi ed eventualmente incassare la liquidazione.

    2 Il tuo curriculum si deve distinguere, deve essere diverso da tutti gli altri, quindi niente formato Europeo. Se il formato Europeo è proprio richiesto in maniera esplicita, inizia a dubitare dell’azienda che hai scelto, poi se proprio ci tieni allegalo alla lettera di presentazione, che deve essere personalizzata per ogni azienda destinataria.
    Abbi pietà di chi seleziona: non farlo scegliere tra cento curricula tutti uguali, ma fagli dire: “caspita, è proprio quello che cercavo!”

    3 Focalizza la tua energia, non inviare migliaia di curricula tutti uguali, scegli un ristretto numero di aziende delle quali puoi studiare le peculiarità, poi scrivi per loro. Il tuo curriculum è il primo lavoro che fai per l’azienda, sarai valutato per questo.

    4 Utilizza i social media per conoscere l’azienda e le persone che la compongono, cerca di capire di cosa potrebbero aver bisogno e perché non hanno mai osato chiederlo al mercato del lavoro, poi muoviti di conseguenza.

    5 Fai capire che conosci l’azienda alla quale ti rivolgi, proponi soluzioni ai loro problemi, fai capire che ti appassionerebbe lavorarci. Se la tua professionalità non è così raffinata da poter proporre soluzioni, per lo meno concentrati su ciò che chiedono. Se cercano un fabbro, probabilmente stanno cercando proprio un fabbro.

    6 Cura la tua immagine nei social media: E’ prassi comune raccogliere informazioni sui candidati dai loro profili social: fai in modo che la tua immagine pubblica sia quanto meno decorosa. Metti a punto la tua pagina LinkedIn in modo professionale e cerca qualcuno disposto a confermare le tue competenze, se sono veritiere non sarà difficile trovarlo.

    7 Rispondi anche ai rifiuti: Quando un’azienda risponde negativamente a una tua richiesta, devi ricambiare la cortesia ringraziando per la risposta. I pochi che lo fanno si notano e avranno molte possibilità in più di essere ripescati.

    8 Non scrivere una semplice domanda di lavoro, ma invia una sequenza di lettere diverse tra loro, programmate nel tempo e coordinate in successione logico-temporale. Non inviare più volte lo stesso testo!

    9 Non ti accontentare delle e-mail, cerca di occupare spazio fisico nell’ufficio di chi legge utilizzando la posta ordinaria: all’aumentare del numero di e-mail ricevute aumenta in egual misura il valore della posta ordinaria.

    10 Quando puoi, presentati personalmente. Quanta più energia impiegherai per raggiungere il tuo obbiettivo, tante più probabilità avrai di essere notato.

    11 Se dovrai accettare un lavoro che non ti piace, lavora comunque al meglio delle tue possibilità. Ti passerà meglio la giornata e la Vita ti sorprenderà con opportunità inattese.

    12 Metti sempre al primo posto l’opportunità di imparare. Non importa quanto potrai guadagnare all’inizio, dovresti essere disposto a pagare per poter accedere ai giusti insegnamenti.

    Eros Franco

  • Il mito dell’imprenditore

    Si è a lungo tentato di svilire il ruolo dell’imprenditoria, spesso per motivi demagogici, a volte per semplice invidia, tant’è che alla fine di questo processo la figura dell’imprenditore risulta macchiata dall’intento di appiattire verso il basso le più nobili aspirazioni umane.
    Nonostante gli sforzi denigratori, è però innegabile che fare impresa è forse l’unica possibilità rimasta a un cittadino per influire in modo attivo sulla società civile e migliorarne il tessuto sociale.

    Mi sento però di mettere in guardia quel cittadino volenteroso, perché la cultura dominante non lo frena solo nell’entusiasmo dell’iniziativa, ma gli impedisce di formarsi la giusta cultura aziendale per fare impresa in modo etico ed efficace, questo fa si che un artigiano che assuma diversi dipendenti non diventi un imprenditore, ma lo schiavo della macchina che lui stesso ha creato.
    L’ho capito dopo trent’anni di lavoro vissuti con l’illusione di aver creato qualcosa.
    Tutto scorreva tranquillo come in un sonno lento, ma la crisi arriva come lo schiaffo di un maestro e mi salva da me stesso strappandomi al torpore del pensiero comune.
    Ho iniziato a studiare qualsiasi cosa avesse a che fare con il marketing ed il controllo di gestione, ma ho imparato di più osservando le mie emozioni mentre l’azienda e la mia vita si inabissavano, che in mille seminari di finanza aziendale.

    Artigiano, lavoratore autonomo, Imprenditore; sembrano quasi sinonimi…
    Ma tra artigiano e Imprenditore c’è la stessa distanza che separa il gommista dal notaio.
    Le professioni vengono confuse tra loro, ma attitudini, competenze e disciplina sono di natura profondamente diversa.
    Lavorare in proprio, assumere personale, organizzare le persone in modo efficace non è fare impresa.
    l’Imprenditore si forma al di fuori dalle mura universitarie e lontano dai reparti produttivi.
    l’Imprenditore non è chi organizza la produzione, nemmeno chi porta a casa il lavoro.
    Il manager e il venditore ricoprono funzioni aziendali delegabili e sono sostituibili come le materie prime,
    l’Imprenditore è un profondo conoscitore dell’animo umano a cui è concesso accedere al mondo delle idee di Platone.
    Egli impara a far crescere consulenti e dipendenti sotto la propria guida e responsabilità,
    si procura le giuste competenze di marketing e finanza ed inizia il suo viaggio.
    Sa dominare i propri pensieri e le proprie emozioni, quindi sa controllare l’ambiente circostante.
    Non si lamenta se qualcosa non va per il verso giusto, ma risolve dentro di sé il motivo del proprio fallimento obbligando la realtà esteriore a migliorare.
    Non giudica sbagliata la realtà perché non corrisponde ai suoi preconcetti, ma ne accoglie l’insegnamento e la trasforma.
    Egli comprende che ciò che lo circonda è il riflesso dei suoi pensieri e del suo stato d’animo, se qualcosa non gli piace è solo lui il responsabile, ma se la vita gli sorride sa di aver sorriso lui per primo.

    A questo punto dovresti già aver intuito dove questa avventura ti potrebbe portare;
    non ho intenzione di ripetere mille volte le stesse cose ad un elevato numero di persone, non mi diverte e non ti è utile.
    Se pensi che il posto fisso sia un privilegio anziché una condanna a morte, puoi smettere di leggere anche subito.
    Se invece ritieni che una generazione di imprenditori integri e responsabili possa cambiare le sorti di chi sta loro intorno, allora ascolta ciò che ho da dirti.
    Lavorare con disciplina sui tuoi pensieri, sulle tue emozioni e sul tuo business, può far di te un uomo libero.

    Se sei disposto a privarti delle tue illusioni e delle tue lamentele per un ideale di vita più elevato, se sei pronto a rinunciare ai luoghi comuni e ai giudizi indotti dai media in cambio di un discernimento consapevole, allora potrai dare il tuo contributo ad un mondo in cui valga davvero la pena di vivere e di far crescere i nostri figli.

    Eros Franco